Agli emigranti di tutte le generazioni

 

Prefazione

 

Questo saggio nasce dalla volontà di diffondere la conoscenza di Antonio Porchia per iniziativa del suo paese natale, Conflenti: è un omaggio dovuto a un emigrante che, insieme al suo nome, ha diffuso nel mondo anche quello dei luoghi d'origine.

Porchia, rivelato alla cultura ufficiale dal critico fran­cese Roger Caillois, ha scritto un libro di brevi frasi, soli­tamente definite aforismi, ma che, conformemente al tito­lo, Voces, in questo saggio saranno chiamate voci. Una rivisitazione di Porchia, eseguita da chi è partecipe della stessa cultura, si caratterizza di una lettura profonda, che va a scandagliare non solo l'animo e il pensiero dell'uomo ma anche la dimensione culturale del calabrese nella cui carta genetica permangono impronte del patrimonio atavi­co. La completezza della conoscenza consente una rece­zione integrale oltre ad ampliare i confini delle peculiarità antropiche ed etniche.

In un'opera frammentaria, come Voces, è tipico lo scio­glimento del pensiero in parti; il genere stesso implica la presenza di antinomie nel flusso libero dell' io cogitante, che considera la vita dall'istantaneità delle circostanze, che passa in rassegna sia le grandi tematiche sia quelle quotidiane, facendo scaturire la riflessione dalla disposi­zione mutevole dell'anima o dalle sfaccettature del pen­siero senza proporsi la consequenzialità dell'insieme. Alle voci di Antonio Porchia, come a tutte le raccolte di afori­smi, massime, detti, non va richiesta l'organicità dei siste­­mi filosofici ma la trasmissione, in pillole, di una saggez­za maturata, l'offerta di meditazione, l'accensione di una luce che illumini, volta per volta, le coscienze.

Mirando alla conoscenza dell'uomo, questo saggio va oltre la frammentarietà con una proposta di letture temati­che. La presenza delle voci, nell' originale spagnolo e in italiano, consente, inoltre, al lettore di accedere in modo autonomo alla riflessione.

Per risalire dall' opera all' uomo, è stato necessario indi­viduare un tracciato di indagine. Selezionati, quindi, gli argomenti in ventidue saggi (compresa la vita e l'opera) con l'inserimento delle voci più significative, all'interno di ogni tematica è stato ricostruito il possibile percorso dell' autore attraverso il terreno accidentato delle verità relative e del dubbio, di cui egli si serve per distruggere ogni esito finale in modo da ricominciare ab initio una nuova ricerca. Ne risulta che i vari saggi non contengano una visione esclusiva delle cose né il conseguimento di una conclusione dei temi trattati, ma una ricchezza di angolazioni e di prospettive su cui meditare.

I riferimenti culturali, frequenti nel saggio, non sono finalizzati a individuare delle fonti, ma ad approfondire gli argomenti e specialmente a rilevare che chi, come Porchia, è illuminato dalla saggezza trova necessariamen­te punti d'incontro nella ricchezza del pensiero umano, anche con correnti culturali e autori mai conosciuti.

La proposta di lettura, con cui si è inteso fornire un modello di collegamento delle idee attraverso un insoluto filo rosso individuabile nelle voci, non esclude altre pos­sibilità di connessioni; le voci di Porchia, infatti, possono fungere come tessere di un mosaico con cui, smantellato un disegno, se ne realizzano altri, purché la composizione finale non contrasti con la personalità dell' autore. L'inserimento di alcune voci in più tematiche dimostra lo sventagliamento del pensiero di Porchia e la loro moltepli­ce potenzialità di sviluppo.

Anche se, solitamente, in un libro non va cercata la proiezione dell' autore (essendo la recezione del lettore il fine fondamentale della scrittura), nel presente saggio è stata fatta tale operazione perché, per esplicita dichiara­zione di Porchia, le voci riflettono la sua vita quanto la vita degli altri.

La numerazione delle voci è stata introdotta per facili­tarne la reperibilità, non per stabilire la loro cronologia, che, anche se fosse indagabile, non risulta necessaria alla piena comprensione dei testi; l'opera, infatti, è attraversa­ta dalle stesse tematiche (compresa Voces Nuevas, le ulti­me riflessioni) senza cambiamento dell'umore o dello stile, come se, pur essendo stata composta in modo molto dilazionato negli anni, fosse stata scritta oltre i confini del tempo come avviene nelle alte creazioni letterarie e artisti­che.

L'ordine delle voci è quello seguito da Vincenzo Capitelli, che nella sua traduzione in italiano ha riprodot­to l'edizione integrale della casa editrice Hachette di Buenos Aires del 1974. Nella traduzione, in questo saggio, si è tenuto conto sia del lavoro di Capitelli, che ha reso i testi riproducendo puramente gli originali nello stile e nel lessico, sia di Roger Caillois che ha tradotto con una certa libertà. ..

 

Con l'inserimento di qualche traduzione in francese di Caillois e alcune in inglese di W. S. Merwin, si intende forni­re una panoramica della vasta diffusione dell' opera di Porchia nonché accentuarne il carattere europeo.

Hanno collaborato alla raccolta di informazioni e docu­menti: da Conflenti, Corrado Porchia che ha sollecitato da molti anni questo saggio; da Buenos Aires, Mario Porchia, nipote dell'autore.

 

V. B.

 

<<

Centro di Cultura per l’Educazione Permanente UNLA via Vittorio Butera 88040 Conflenti (CZ)

Tutti i diritti riservati UNLA Conflenti

Progettazione e Realizzazione CR

via Marconi 88040 Conflenti (CZ)

Per maggiori informazioni @