I fiori

 

Antonio Porchia ama i fiori. La loro cura è una delle poche "abitudini innocenti" a cui accenna nell'opera. Alla coltiva­zione di alberi e fiori si dedica non appena la migliorata situa­zione economica gli permette di avere del terreno attorno alla casa; questa attività anima la sua solitudine nella dimora di Olivos.

Tra tutti i fiori predilige le rose. Il roseto propone aspetti diversi nelle varie fasi della fioritura senza modificare la bel­lezza e la profonda suggestione che se ne deduce; attira gli sguardi anche quando, ormai spoglio, anziché rose produce le rosse bacche ricche di semi: "Il roseto: l'hai visto con una infinità di rose, l'hai visto con una sola rosa, l'hai visto senza nemmeno una rosa. E non l'hai mai visto con una rosa in più né con una rosa in meno. E' che hai visto il roseto".

La metafora dei fiori nelle voci si estende in un ampio campo semantico.

Li troviamo nell'invito a partecipare agli altri quanto ognu­no ha di bello, perché, proprio come nel giardino del gigante egoista, la bellezza si svilisce se non viene fmita: "Se vuoi che i fiori del tuo giardino non muoiano, apri il tuo giardino"; figurano nella valorizzazione delle cose semplici che arricchi­scono la quotidianità: "Credi che ti manchi tutto, e ti manca­no solo alcuni fiori, per aver tutto di troppo"; intervengono a sollecitare l'attenzione verso chi è trascurato: "Posso non guardare i fiori, ma non quando nessuno li guarda", o verso chi è in declino nella scala dei valori sociali: "Trovai le cose più belle dei fiori nei fiori caduti". Quest'ultima voce, riferita alla seconda donna amata, con il suo portato di sensibilità e di amore, dimostra come l'autore sia lontano da ogni pregiudi­zio e dai comuni parametri di valutazione47.

Non potevano mancare i fiori nel campo dell'amore, di cui si prestano ad essere i simboli naturali; ne basta uno con l'ar­monia e la bellezza dei suoi petali a rappresentare l'amore infinito: "L'amore, quando sta tutto in un solo fiore, è infini­to" .

Con immagini flore ali Porchia esprime il rapporto di scam­bio tra le esistenze, esistenze dello stesso genere: "I fiori senza profumo devono il loro nome ai fiori profumati", esi­stenze di piani diversi: "Il fiore che hai nelle tue mani è nato oggi, e ha già la tua età"48.

Dalla correlazione cosmica i fiori traggono il desiderio d'infinito che trasmettono all'uomo per infrangere i ristretti ambiti della corporeità: "Quando premono su di me i cieli, gli astri e il ricordo di alcuni fiori, il "mio" che preme su di me...non mi schiaccia".

Sul piano esistenziale, esprimono la caducità delle forme di vita escluse dall' eterno, con la loro bellezza che sboccia circoscritta nel flusso del tempo senza poter entrare nelle aspi­razioni consapevoli dell' avvenire49: "La speranza non è dei fiori. Perché la speranza è un domani e i fiori non hanno un domani". Non appartiene alle fragili esistenze flore ali neppu­re la forza della salvezza, perciò è vano il tentativo di sottrar­ci con un fiore dai nostri inferni: "Quand je suis sauvé d'un enfer, si c'est par une fleur, je ne me crois pas sauvé"50. ...

 

47 Cfr., infra, "L'amore".

48 Cfr., infm, "L'unità del tutto".

 49 Cfr., infm, "Il tempo".

 

 

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