Edizioni e diffusione di Voces

 

Le prime voci compaiono negli anni 1938/39 sulla rivista "La Fragua". Nel 1943, sollecitato dagli amici, Porchia pub­blica la prima serie di Voces in mille copie, che vengono depo­sitate nella sede culturale di "Impulso" a La Boca. Poiché i libri non si vendono e gli artisti hanno bisogno di spazio nel locale, Porchia, non sapendo dove sistemarli, li invia alla "Cooperativa delle biblioteche popolari", che li distribuisce tra le piccole biblioteche di tutto il territorio argentino. In que­ste sedi, i lettori attenti scoprono l'opera, l'apprezzano, inco­minciano a copiarne parti e a farle circolare tra gli amatori, che, come dice Daniel Gonzàles Duenas7, assumono quasi la fisionomia di un circolo iniziatico coltivando letture di un autore sconosciuto, la cui fama va crescendo nella sfera sot­terranea della cultura.

L'accoglienza dei lettori, anche se all'esterno del mondo letterario ufficiale, favorisce altre ristampe, finché l'edizione del 1948, integrata con le voci prodotte negli ultimi anni, non passa inosservata agli intellettuali. Giunta sul tavolo del criti­co francese Roger Caillois, che, recensisce autori eminenti per la prestigio sa rivista "Sur", l'opera si fa notare per la sua sem­plicità. Caillois, che si dichiara affascinato dalle voci e defini­sce Porchia "un mistico indipendente", ne effettua la promo­zione in Argentina e oltre i confini nazionali. Tradotta

l'opera in francese, pubblica alcune voci nel numero annuale di "Dits", e nella rivista parigina "Le Licorne"; nel 1949, cura l'edizione integrale con il titolo Voix8. Nello stesso 1949, Le club international du livre propone Porchia per l'assegnazio­ne del premio ai poeti stranieri e l'invita a Parigi per un incon­tro con i surrealisti. In Francia la fortuna dell' opera non ha interruzione nel tempo: nel 1964, una scelta delle voci com­pare a Parigi sul numero di gennaio della rivista Nouvelle Revue Française; nel 1979, Roger Munier ne cura una ristam­pa nella serie "Documenti spirituali" delle edizioni Fayard, con la prefazione di J.L.Borges e la postfazione di R. Juarros.

In Belgio, nel 1962, Fernand Verhesen include Porchia tra i poeti viventi selezionati nell' opera "Poésie vivante en Argentine ". Nel 1967, Federico Weiniger, tradotta in tedesco parte delle voci, le pubblica sulla rivista Humboldt.

In Argentina si susseguono studi e ristampe. Nel 1966 l'e­dizione Hachette esce con l'aggiunta di Voces Nuevas. Nonostante il successo ormai riscontrato, ricorda la poetessa Laura Cerrato, non vengono partecipati compensi all' autore.

Nel giugno del 1968, quando Porchia è ancora in vita (sarebbe deceduto il 9 novembre di quell'anno), alcune voci sono pubblicate sulla rivista Bazar. W.S. Merwin cura la ver­sione inglese dell'intera opera che esce contemporaneamente a Chic ago (Chicago, Big Table Publishing Company, 1969) e a Toronto. In Italia la conoscenza di Porchia viene proposta nel 1989 da Vincenzo Capitelli, che, utilizzando l'edizione di Hachette del 1974, riporta le voci nella doppia versione spa­gnola e italiana.

 

7 Antonio Porchia: el secreto compartido, in "Revista de Cultura # 12-fortaleza, sao paulo, maio de 2001.

8 Antonio Porchia, Voix, G.L.M., Parìs, 1949.

 

 

  

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