A


1.Abballare

Cumu suani abballu. Come suoni ballo; ciè adattarsi alle circostanze. Var. Cumu me suan  t'abballu.


 2. Abbuscare (Guadagnare)

Chi se leva ru matinu abusca nu carinu. Chi si alza presto guadagna un carino. Una volta, le persone che si trovavano in piazza venivano ingaggiate per i lavori dei campi. Carlino: moneta del regno delle Due-Sicilie equivalente a 41 centesimi.


3. Abitu

Abitu 'un fa manacu e chirica 'un fa prievite. L'abito non fa il monaco e la chierica non fa il prete. Non bisogna giudi­care le persone dall' aspetto esteriore.

> chica


4. Acitu

>- Parianti, 'nzalata, vinu.


5.Acu

U mastru custulieri perde l'acu e se gratta a capu. Se il sar­to perde l'ago, si gratta la testa.

Non può più lavorare.

Circare l'acu a ru pagliaru. Cercare l'ago nel pagliaio. Im­presa (quasi) impossibile. 


6. Acqua

Acqua passata 'un macina mulinu. Acqua passata non macina mulino.

L’acqua 'e giugnu leva u pane d’u furnu. L'acqua di giugno toglie il pane dal forno (compromette il raccolto del grano).

Zappare all’acqua e simminare a ru viantu. Zappare nel­l'acqua e seminare al vento. Fare opera inutile.

 Fare nu grubu all'acqua. Fare un buco nell'acqua. Fare un lavoro inutile.

Megliu acqua rutta, ca tutta. Meglio l'acqua divisa che tut­ta. Un pastore sorpreso dalla pioggia si mise in testa il basto­ne dicendo ch'era meglio riceverla "spezzata" dal bastone piuttosto che tutta.

Un'altra interpretazione è: meglio se piove piano ad intermittenza, anziché a dirotto.

De matina l'acqua è medicina. Bere acqua di mattina è una buona medicina.

U Signure pemmu ne scanza e libera du jume currente, du fua­cu ardente e de male lingue d'a gente. Dio ci protegga dal fiume corrente, dal fuoco ardente e dalle male lingue della gente.

 L’ acqua e ra morte su arriati a porta. L'acqua e la morte sono dietro alla porta. Possono giungere in qualsiasi momento. 

Si l'acqua 'un s'arrimina, fete. Se l'acqua non si smuove, puzza. Le cose bisogna adoperarle.

 Acqua, fuacu e pane' un se neganu mancu a ri cani. Acqua, fuoco e pane non si negano neanche ai cani. Sono il simbolo dell' ospitalità.

Ognunu tira l'acqua a ru mulinu sue. Ognuno porta l'ac­qua al proprio mulino. Ognuno cerca di fare il roprio inte­resse (Cicero pro domo sua).

Acquazzina 'un inchie puzzu. La rugiada non riempie  (inchie) il pozzo.

>- Nive, sangu, cielu, ciucciu, misi, pane


7. Agiallu

Stare cumu n'agiallu supra na frasca. Stare come un uccel­lo su una frasca. Tentennare.

Ogni agiallu canusce u nidu sue. Ogni uccello conosce il suo nido. Ognuno conosce bene le cose di casa sua.

 L’agiallu intra a caggia non sempre canta ppe’ amure, ma ppe’ raggia. L'uccello in gabbia non sempre canta per amore, ma per rabbia. Non tutti quelli che cantano sono felici.

Agiallu va duve truva granu. L'uccello va dove trova il grano. Ognuno va dove trova le cose che gli sono utili.


8. Alloggiare

Chi tardu arriva, malu alloggia. Chi tardi arriva, male al­loggia.


9. Amare

Ama a chi t'ama e rispunne a chi te chiama. Ama chi t'a­ma e rispondi a chi ti chiama. Bisogna corrispondere i senti­menti e dare ascolto agli altri.


10. Amaru/a

Lana e filu, amara chi 'un ne fila. Lana e filo, infelice è chi non fila. Triste è la condizione di chi non ha un lavoro.

Giustizia e sanità, amaru chi 'un ne ha. Vive male colui che subisce ingiustizie e non ha salute.

Amaru chi ha de dare e chi ha d'avire. Infelici sono sia chi deve dare, sia chi deve ricevere.

Amaru chillu patre chi se spoglia 'nvivienza. Il padre che si   priva dei suoi beni in vita, sarà infelice.

Amaru chine è sulu. Vive male chi vive in solitudine.

Amaru chi ha bisuagnu e circa aiutu. Infelice chi ha bisogno e cerca aiuto. 

Amara chira casa cu l'erva a ru scalune. Povera quella casa con l'erba sullo scalino. Si dice di una cosa abbandonata. 

A vurpe quannu 'unjunge all'uva dice ch'è amara. La vol­pe quando non riesce a prendere l'uva dice ch'è acerba. Si dice quando una persona non riesce a raggiungere uno sco­po e dice che non gli interessa.

> Casa, misi, piru


11. Amicu, amicizia.

1'amicu te vo videre quann' hai

E te saluta cientu vote e sempre

Ma si te vide' mpovertà chi vai

Ognunu te cunta i miserere sue.

Tutti si dichiarano amici quando sei ricco e ti salutano cento volte e sempre, ma se vedono che stai per diventare povero, ti raccontano le loro sofferenze.

Patti chiari  amicizia longa. Patti chiari, amicizia lunga.

Amicu de u bon tiempu, se muta cu ru viantu. L'amico dei bei tempi, cambia con il vento.

 T'hai e mangiare na sarma de sale a n'uavu, pe sapire n'a­micu quantu vale (fr. Pour se dire ami il faut avoir mangé en­semble un minot de seI). Esiste anche la variante" quintale ". Sarma è un'antica misura che corrispondeva a 275 chili. La difficoltà è evidente.

L’amicu se canusce quannu hai bisuagnu. L'amico si cono­sce nel momento del bisogno.

 L’ amicu cirasu. L'amico ciliegio. Si dice per indicare qual­cuno, per lo più in senso spregiativo.

 C'era l'amicu cerasu va­le quindi: vi era l'amante, vi era il ladro, ecc.

Vale chiù n'amicu ca ciantu ducati. Vale più un amico che cento ducati. Sta per: l'amicizia vale più di qualsiasi somma. Ducato: moneta in uso anticamente a Napoli.

Amici cu tutti e fidele cu nessunu. Amico con tutti, fedele con nessuno.

Quannu vai a trovare l'amicu hai 'e bussare cu ri piedi. Quando vai a trovare un amico devi bussare con i piedi. Le mani sono occupate dai regali che gli porti.


12. Amure

L’amure 'ncigna cu ri canti e finisce cu ri chianti. L'amore comincia con i canti, ma finisce con i pianti. Secondo il pro­verbio non può durare a lungo.

U primu amure 'un se scorda mai. Il primo amore non si scorda mai.

> Dulure, fimmina, gelosia, jure, agiallu.


13. Anima

Anima tua, cuscienza tua. Anima tua, coscienza tua. Se qualcuno ha preso delle decisioni, se ne assuma tutte le re­sponsabilità.

Jettare l'anima. Fare molta fatica. 

L’ anima a Dio e a roba a chine spetta. L'anima torna a Dio e l'eredità agli eredi.

Pare n'anima du purgatoriu. Sembra un' anima del purga­torio. Si dice di una persona molto afflitta. L'immagine si ri­ferisce alle anime purganti, rappresentate come esseri in pe­na tra le fiamme.

  Cacare, jestigne.


14. Ammucciare (Nascondere) 

Ammuccia, ammuccia ca tuttu pare. Nascondi pure, poi tutto si vedrà.


15. Annu/i

Criscenu l'anni e criscenu i malanni. Aumentano gli anni ed aumentano i malanni.

Annu nivusu, annu fruttusu. Anno nevoso, anno fruttife­ro. (Piemonte: Anada fiocosa, anada frutuosa).

Annu è muartu Pietru e mo te vene a puzza? Pietro è morto l'anno scorso e solo ora senti il fetore.          Indica persona che pensa le cose con ritardo.

Si vue campare anni e annuni; vivete u vinu supra i macca­runi. Se vuoi vivere a lungo, bevi del vino con la pasta. È un invito a bere.


16. Antura.

Poco tempo fa (lat. ante horam).


17. Arricchire

Si vue pemmu arricchisci  fatiga quannu te 'ncrisci. Se vuoi far soldi, lavora quando non ne hai voglia.


18 Arrizicu

All' arrizicu sta ru guadagnu. Nel rischio sta il guadagno.


19. Arruffianare

Chi t'arruffiana davanti; te sputtana d'arrieti. Chi ti fa 1'os­sequioso davanti, ti sparla dietro.


20. Arrussicare

È megliu na vota arrussicare ca ciantu ingia lin ire. Megliouna volta sola arrossire che cento impallidire. Meglio reagire subito ad un torto, che covare nel cuore il risentimento.

Chi' un s'arrussica cu na parola, mancu cu na palata. Chi non arrossisce con una parola, non lo fa neanche con le botte.


21. Arte

'Mpara l'arte e mintila de parte. Impara l'arte e mettila da parte.

'Un avire né arte, né parte. Non avere né arte né parte. Non conoscere un mestiere, non avere alcuna abilità e non avere né beni né appoggi. Il detto fa, probabilmente, riferi­mento alle arti (maggiori o minori) e alle corporazioni me­diovali delle quali uno faceva parte secondo l'attività che svolgeva. Le corporazioni entravano poi nelle divisioni poli­tiche (parti).

Chi tene arte, tene parte. Nella società conta solo chi ha un mestiere.

Duname arte e 'un me dunare parte. L'arte di per se stessa rende partecipe della vita della società.


22. Arvulu

L’arvulu duve penne cade. L'albero cade dalla parte da cui pende. Ognuno segue le proprie inclinazioni.

Arvulu chi 'un fa fruttu, taglia, taglia. L'albero che non fruttifica è meglio tagliarlo.

A l'arvulu cadutu ognunu ce duna na gacciata. Sull'albero caduto, ognuno dà un colpo d'accetta. Nella sfortuna, inve­ce d'aiutarti, la gente ti va contro.


23. Aspettare

Aspettare e nun venire è 'na cosa de morire. L'attesa di­strugge.


 

24. Atizza ( altezza) 

Atizza è menza bellizza. L'altezza è già mezza bellezza

 

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