Lanciato il progetto di "Oasi mariana"




CONFLENTI - Famosa per il secolare culto mariano e per il santuario della Madonna della Quercia, che ogni anno calamitano migliaia di pellegrini in concomitanza con i festeggiamenti dell'ultima domenica d'agosto, Conflenti ormai deve puntare sul turismo religioso. Ne è convinta l'amministrazione municipale.
Peraltro l'anno scorso si sarebbe registrato un aumento del flusso dei pellegrini. Al santuario e all'eremo, dove sono presenti tre monaci, presto si aggiungerà il monastero delle Clarisse in costruzione. Esisterebbe un'unità di intenti tra l'amministrazione comunale e la diocesi lametina per la creazione di una vera e propria "oasi mariana". Si vorrebbero ancora realizzare un museo dell'icona mariana, oltre all'auspicata istituzione di una sezione staccata della Scuola teologica (Pontificia Università) per il culto della Madonna. Per di più si parla della costituzione di un Consorzio per l'itinerario mariano in Calabria, che dovrebbe permettere a Conflenti e agli altri comuni aderenti di dotarsi delle infrastrutture, dei servizi indispensabili per supportare il turismo religioso.
Questi i progetti, ma diverse sono le carenze da colmare nel centro del Reventino, quale l'insufficienza dei parcheggi e dei servizi igienici pubblici. Questi ultimi, a detta degli amministratori, dovrebbero essere potenziati per la prossima estate. Occorrono pure adeguati servizi di accoglienza, oltre al punto informativo promosso l'anno scorso.
Intanto l'istituzione della Fondazione Vittorio Butera legittima nella compagine amministrativa la volontà di traslare la salma del poeta conflentese nel suo paese, al quale legare un parco letterario. Il nascente museo della civiltà contadina in località Termini, ad opera della Comunità montana del Reventino, almeno secondo le intenzioni dell'amministrazione, potrebbe dedicare una sezione al poeta Vittorio Butera.
In tema di prospettive turistiche non vanno sottovalutate le potenzialità dell'artigianato tipico. Purtroppo, a parte quello dei dolci locali, che in qualche modo si sta riprendendo (sono noti i dolci tradizionali a base di miele), per gli amministratori è «molto difficile» che si possa recuperare e incrementare l'artigianato dei cesti di canne o di lamine di castagno, e quello dei barili di legno, non essendo tanti giovani interessati a proseguire una tradizione che sembra destinata all'oblio. Il settore dell'agriturismo, invece, sta per essere potenziato con la nascita di una terza azienda, che si sommerà alle due esistenti.
Quanto all'eventuale recupero del patrimonio edilizio privato inutilizzato a scopo ricettivo, secondo l'amministrazione al momento non s'intravede alcuna possibilità di finanziamento, essendo esclusa Conflenti dagli ambiti squisitamente turistici. Gli amministratori guardano, però, allo sviluppo dell'industria vacanziera a cui sembra essere avviata la popolosa frazione montana di San Mazzeo.
Sviluppo che non può prescindere dall'integrità ambientale. Vale a dire che va risolto anzitutto il serio problema della presenza di allevamenti di animali nell'abitato: se potranno essere tollerate le piccole attività legate al fabbisogno familiare, ad avviso dell'amministrazione, andranno eliminate quelle propriamente di tipo produttivo. Dal punto di vista igienico preoccuperebbe in particolare un sito d'allevamento di decine di capi di bestiame con accumulo di letame nel bel mezzo dell'abitato. Una particolare situazione che non si può sposare certamente con l'impresa del turismo.

 


 

PUBBLICATO IL 07/01/2007 - FONTE Gazzettadelsud.it

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